A proposito

 

Schermata 2015-12-03 alle 10.13.0629 NOVEMBRE 2015, MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA

Il 30 novembre ha avuto inizio a Parigi la Conferenza mondiale sul cambiamento climatico, leader politici di tutto il mondo si incontrano per iniziare i negoziati per un prossimo accordo sul clima. Per questo, il giorno prima, in tutto il mondo siamo scesi nelle piazze e nelle strade per chiedere che i nostri leader si impegnino per raggiungere un accordo che rinunci alle energie più inquinanti e ci difenda dalle catastrofi climatiche verso cui il riscaldamento globale ci sta portando. Anche la nostra associazione ha partecipato.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

 

 

 

 

25 NOVEMBRE, GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Women’s Spoon River
di Maria Antonietta Macciocu

Dove sono Franca, Marta, Bruna, Denise,
Adele, Fabiana, Erica, Ilaria,
Marta, Giovanna, Cristina, Rosa,
Lavinia, Barbara, Tiziana e le altre,

tutte, tutte chiamano dalla terra nera.

Dove sono Lucia, Fatima, Chiara, Tatiana,
la bionda, l’islamica, la bruna, la slava,
la dotta, la semplice, la docile, la ribelle,
la ragazza, la vecchia, la moglie, l’amante,

tutte, tutte chiamano dalla terra nera.

Una fu assassinata per gelosia d’amore,
una perché lui l’amava troppo,
una per troppa sconfinata passione,
una per buio d’improvvisa follia,
tutte da vili mani di padroni.

Tutte, tutte chiamano dalla terra nera.

Siamo qui rispondiamo, non temete, ci siamo,
Laura, Enrica, Cinzia, Albertina,
Antonietta, Carla, Miresi, Anna,
Stefanella, Elena, Milena e le altre,

siamo qui, noi ci siamo,

a contare i nomi del nostro scempio di donne,
a raccontare tombe di finto amore,
a raccogliere versi di nostalgia di parole,
a coltivare perle luminose e tenaci
nel mare di pena del nostro viaggio.

12249922_909160862514135_114202821432889121_n

________________________________________________________________________

13 NOVEMBRE 2015 – ATTENTATI A PARIGI

Parigi, il vedovo Antoine ai terroristi: “Non avrete il mio odio, avete perso”
L’uomo, padre di un bimbo di 17 mesi, ha scritto una commovente lettera per ricordare la sua Hélène uccisa dagli estremisti e per ricordare ai terroristi che hanno “perso la loro battaglia”

175804387-6d5f167d-fe43-46e9-9456-82403cd12cc3

“Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. 

Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa. 

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. 

Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio”.

________________________________________________________________________

1 DICEMBRE 1955 – LOTTA ALLA SEGREGAZIONE RAZZIALE

Oggi, 25 novembre, giornata internazionale contro la Violenza sulle donne, è
bene ricordarne una per tutte, che subì una delle tante forme di violenza e si
ribellò – sessant’anni fa, il primo dicembre del 1955 – cambiando in qualche
misura la storia dei diritti civili.

421px-Rosaparks
Nella foto: Rosa Parks con Martin Luther King

La ribellione di Rosa Parks
di Marco Travaglini

A Montgomery, capitale dell’Alabama, erano le sei del pomeriggio del 1° dicembre del 1955, quando Rosa Parks – una sarta afroamericana di 42 anni- prese posto nell’autobus giallo e verde della Cleveland Avenue, per rincasare dopo una giornata di lavoro. Un gesto normale, quotidiano, quasi banale se non fosse che per le assurde leggi segregazioniste dell’America degli anni Cinquanta, la donna ebbe la grave colpa di sedere nella parte sbagliata del mezzo, quella riservata ai “bianchi”. A quelli dalla carnagione scura, come lei, spettavano pochi posti in coda. Ma quei posti, quel giorno d’inizio dicembre di sessant’anni fa, erano tutti occupati e alla sarta non andava di affrontare un viaggio in piedi. Oltretutto, come segretaria della locale sezione del NAACP (l’associazione nazionale per la promozione delle persone di colore), non lo trovava più ammissibile. Così, sfidando le convenzioni sociali dell’epoca e gli sguardi di sbieco dei bianchi, prese posto nella fila di mezzo. Dopo alcune fermate, l’autobus era tutto occupato e alcuni bianchi rimasero in piedi. Fu a quel punto che Rosa Parks si vide intimare dall’autista James F. Blake l’ordine di alzarsi e cedere il posto ai primi. La donna si rifiutò e tenne una posizione ferma fino all’arrivo della polizia, che la trasse in arresto per condotta impropria e per aver violato le leggi di segregazione razziale della città. Il gesto della donna innescò un moto di sdegno e indignazione nelle comunità afroamericane che portò ad un boicottaggio dei mezzi pubblici, durato ben 381 giorni. A guidare la protesta c’era il pastore protestante Martin Luther King, che individuò nell’atto di ribellione della Parks la molla che diede vita al movimento dei diritti civili americani. L’anno seguente arrivò la prima importante vittoria: la Corte Suprema stabilì l’incostituzionalità delle discriminazioni razziali sugli autobus. Altre ne seguirono, come l’approvazione del Civil Rights Act del 1964. Il gesto coraggioso di Rosa Parks, diventata la figura-simbolo del movimento dei diritti civili, venne premiato, nel 1999, con la Medaglia d’oro del Congresso. Nella sua biografia, prima di morire nel 2005, scrisse: “Molti dissero che quel giorno non mi alzai perché ero stanca. Ma non è vero. Ero invece stanca di cedere”.La sua storia ispirò, tra gli altri, il film La lunga strada verso casa (1990) con Whoopi Goldberg.