Lettera inviata ai Parlamentari Europei sui tragici fatti avvenuti nel Mediterraneo e risposta di Sergio Cofferati – 2015

Lettera dell’Associazione torinese “Donne per la difesa della società civile” a Patrizia Toia,

con preghiera di inoltro

  • al Presidente della Commissione Jean Claude Juncker, al Presidente del Consiglio Donald Tusk, all’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Sicurezza, Federica   Mogherini, al Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz
  • ai Parlamentari europei

Siamo un’associazione di donne che da molto tempo segue la politica nazionale e internazionale, che partecipa, si interessa e che cerca di dare il suo piccolo contributo in forma di idee e di progetti. Siamo anche molto impegnate nel diffondere la conoscenza dell’Europa e delle sue politiche, promuovendo incontri pubblici sul territorio.

Ultimamente abbiamo letto molte analisi e commenti sulla tragedia in mare dei 950 migranti provenienti dalla Libia, ne abbiamo discusso e ne abbiamo ricavato alcune osservazioni che vorremmo arrivassero fino a voi.

Le “azioni immediate” approvate dal Consiglio Affari esteri in Lussemburgo, il 23 aprile, sono mosse da uno sforzo collettivo di difesa: triplicare le risorse per Poseidon e Triton (che, tra l’altro, non funziona), coordinare il lavoro di lotta al crimine. Niente viene detto riguardo al maggior problema per l’Italia e i paesi con sbocco sul Mediterraneo: il vincolo di residenza nel paese di registrazione (Dublino III). Ma quello che colpisce di più è il progetto di affondare i barconi per colpire i trafficanti. Davvero si pensa di fermare così l’esodo di disperati?

Siamo fermamente convinte che, se avessimo finalmente un Ministero degli Esteri e un Ministero della difesa EUROPEI, diversa sarebbe la risposta, diversi gli interventi e i progetti, più coraggiosa e diretta   la visione politica nei confronti dell’Africa.

Le recenti migrazioni non si fermeranno a causa di nuove difficoltà, ma solo quando nei paesi di provenienza si ripristineranno condizioni umane. Riteniamo perciò indispensabile e prioritario un vero, coraggioso piano di aiuti per l’Africa, per combattere la fame e la sete, l’accaparramento delle terre, la povertà.

Questo dovrebbe essere l’obiettivo prioritario di un grande continente quale è l’Europa: aperto al mondo, fiducioso nella sua visione del futuro, solidale e ospitale.

Questa è la nostra richiesta a voi tutti: che vi impegniate a superare tutti gli ostacoli per arrivare IN TEMPI BREVI a costruire istituzioni comuni forti, politiche lungimiranti di aiuti e di pace.

 

Le “Donne per la difesa della società civile”, Torino 1 maggio 2015

info@donnesocietacivile.it         www.donnesocietacivile.it           Coordinatrice: Daniela Lenzi

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Risposta di Sergio Cofferati

 

Gentile Daniela,
La ringrazio per avermi inoltrato la vostra lettera, di cui condivido sia lo
spirito che il contenuto.
Credo che il Consiglio Europeo straordinario del 23 Aprile avrebbe dovuto
prendere decisioni rapide ed importanti, in particolare: rafforzare gli
interventi di salvataggio, aumentando la dotazione budgetaria di Triton e
cambiandone la missione rendendola una “Mare Nostrum” europea; iniziare un
percorso di riforma del diritto d’asilo europeo, al fine di rendere
possibile la richiesta di asilo in qualsiasi Stato membro e non solo in
quello di primo approdo; strutturare immediatamente un corridoio umanitario
al fine di evitare il ripetersi di altre tragedie del mare. Così, come ben
spiegate nella lettera, non è stato.
Il Parlamento Europeo ha votato scorsa settimana a Strasburgo una
risoluzione sul tema, frutto di un accordo tra i principali gruppi politici.
Si tratta di una risoluzione dal contenuto non espressamente negativo, dove
pure vengono sottolineati alcuni dei limiti delle conclusioni del Consiglio.
Non mi sono però sentito di votarla. Mancavano infatti quelle sollecitazioni
forti e sferzanti che sono oggi necessarie: l’Europa di fronte a questa
tragedia non può proseguire con piccoli passetti, occorre una svolta decisa
nelle politiche di immigrazione e di accoglienza dei rifugiati.
Resto a disposizione,
un caro saluto,
Sergio Cofferati
7 maggio 2015