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Presentazione |
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MOLTE
DONNE... TEMPI
OSCURI... Manifesto/Progetto
minimo per la difesa della società civile. LA
STORIA. Il gruppo si è formato nel 2001 in seguito all’appello
trascinatore di Maria Ferrero a tutte le donne che credono in una possibile
società più giusta e in una unità a sinistra per uscire dal degrado in
cui ci porta la politica dell’odierna maggioranza. L’APPARTENENZA.
Apparteniamo alla società civile, intesa come società organizzata che
pretende un dialogo con le istituzioni; ci siamo sempre occupate di
politica, anche se in modo non professionale, anche senza essere iscritte ad
un partito. Siamo
donne e siamo lavoratrici. Chiediamo
spazio alle donne in politica per modalità nuove di azione e di
partecipazione. IL
GENERE. La divisione in politica non è tra sesso femminile e sesso
maschile, ma tra generi. Noi tutte apparteniamo a quel genere che vuole
uguaglianza, solidarietà e pace, che crede nei valori della giustizia,
dell’onestà, del lavoro , della famiglia, e che agisce in concreto perché
questi valori vengano salvaguardati. Nel nostro piccolo, naturalmente, nella
quotidianità, ma chiediamo che siano salvaguardati ovunque, specialmente
dove si comanda, dove si fanno le leggi, dove si governa, dove si amministra
la giustizia. LA
CONCRETEZZA. Bisogna informarsi ed informare. Bisogna sostenere le forze di
sinistra, nelle quali alla luce dei fatti crediamo, nelle elezioni e in
tutti modi tradizionali e non. Non abbiamo paura di scendere nei mercati,
davanti alle scuole, nei giardini
e nelle piazze a parlare con la gente. L’ORGANIZZAZIONE.
Non abbiamo capi né segretari. Non abbiamo struttura giuridica. Ci
incontriamo ogni mercoledì in una piccola sede, discutiamo, proponiamo,
partecipiamo ai problemi della società in genere. Prepariamo incontri,
volantini, manifestazioni. Siamo forti della nostra forza. I
PROBLEMI di cui discutiamo: la tutela della salute, l’ambiente, le leggi e
la loro applicazione, la scuola, la comunicazione, l’economia, la
cultura….Alcune specialiste sono tra noi, altre sono nostre ospiti. L’UTOPIA,
ossia la speranza. Vogliamo che la
politica, la conduzione della cosa pubblica a tutti i livelli, possa
essere improntata a limpide regole etiche, ai bisogni della collettività.
Non è
ingenuità, è utopia , anzi è pretesa.
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