Verbali di settembre

VERBALE DEL 30 SETTEMBRE 2015

Silvana R. riferisce dell’incontro del Collettivo donne (via Fabro 5, di cui ha spiegato brevemente la nascita da un gruppo di femministe 5 anni fa e lo scopo). E’ emerso un atteggiamento sessista nei partiti e il problema che le donne non fanno squadra fra loro. Parteciperà alle prossime riunioni.

Piera R. comunica delle manifestazioni dell’Anpi per la festa della cittadinanza.

Bice propone di segnalare cosa non funziona nel nostro territorio e ci informa dello sportello a questo scopo aperto alla Circoscrizione. Continuerà a seguire le riunioni di “Se non ora quando” e segnala che  il 9 ottobre ci sarà incontro sulla violenza con Massimo Recalcati alla Cavallerizza alle ore 16.

Anna G. invita a partecipare martedì 6 ottobre alla Biblioteca Ginzburg alla presentazione da parte di Mario Bianco del secondo libro del marito, Guido Airoldi, intitolato ”La vendetta degli armeni”, noir con il personaggio protagonista del primo libro, ma con una vicenda ben diversa.

Natalina introduce quindi l’argomento all’ordine del giorno, “GUERRA e PACE”, ricordando la guerra della Yugoslavia di 20 anni fa con il tardivo intervento dell’Onu e segnala il libro di Travaglini, ”Bosnia nel cuore dell’Europa”. Solleva il problema dell’Isis, dell’Arabia Saudita e della mancanza di reazioni e manifestazioni di protesta.

Daniela legge un estratto dell’articolo di Repubblica di R. Guolo dove si analizzano, paese per paese (dalla Russia, agli Stati Uniti, alla Turchia, all’Arabia Saudita e a Israele), le posizioni spesso contrastanti rispetto al problema della Siria che rispecchiano i singoli interessi. E’ fresca la notizia del raid aereo contro le postazioni dell’Isis.
Anna P. osserva che certi paesi sembrano aver bisogno di un dittatore che tenga unita la popolazione, ad es. Tito.
Marisa D. dice non un dittatore ma un regime forte e quando viene meno il despota si produce il caos, con la rinascita dei nazionalismi. La Russia è entrata in conflitto su richiesta di Assad.
Laura tratta il discorso della cultura e di come si può combattere in modo diverso la guerra non con la violenza, citando Simone Weil e il libro di Bobbio, ”La guerra e le vie della pace” del 63 e ancora attualissimo. Sottolinea il vuoto e la mancanza di una protesta collettiva.

Adriana spiega la funzione della casa editrice Seb che promuove il concorso Lingua madre e del libro sulle immigrazioni ”Cittadini senza cittadinanza” che sarà presente in Biblioteca il 9 settembre alle 18 durante le manifestazioni dell’Anpi .

Bice aggiunge al pensiero di Annina che quando c’era il colonialismo sembrava tutto fermo. Non crede che la manifestazioni fermino la guerra e ricorda di essersi trovata l’8 marzo del 2003 a Washington a una imponente manifestazione per la pace che non aveva mai visto e la guerra è scoppiata poco dopo. Critica un articolo di Repubblica di oggi dove si danno cifre sui volontari che combattono per l’Isis senza spiegare se sono di fede musulmana o figli della borghesia. L’Isis va combattuta anche con le armi.
Piera R. dice che in Italia abbiamo numeri bassi di volontari. Sono partite delle persone che hanno fatto parte della cooperazione e sono andate nell’Isis per aiutare la popolazione.
Bruna dice che prima dell’Isis c’erano le scuole coraniche che aiutavano la popolazione facendo la carità, ora l’Isis a sua volta dà aiuti alle popolazioni per acquistarne il consenso.
Luisa dice che la cultura della pace dorme e distingue il terrorismo, che non è guerra ma un metodo con ragioni religiose oltre che politiche, da un metodo basato sulla violenza. Ricorda l’articolo11 della Costituzione in cui l’Italia ripudia la guerra; dovrebbe esserci l’intervento dell’Onu che ha assistito passiva in tante situazioni, per es. Sebreznica.
Donatella esprime lo stato d’animo di impotenza e idee confuse e ricorda che in Egitto il popolo ha espresso con il voto la propria scelta che è poi stata cancellata da un colpo militare, in tal modo si creano le premesse per l’adesione degli sconfitti nell’ISIS. Lamenta anche la carenza culturale nell’accoglienza dell’immigrazione. Gli intellettuali tacciono perché non hanno né voce né testa.
Marisa D. fa presente che non ci sono più grandi manifestazioni, tutto passa attraverso i social network. Le grandi manifestazioni sono inutili e con l’Isis non c’è discorso e l’attrattiva dell’Isis è la riunificazione della parte musulmana anticapitalista e la risposta alla rabbia. L’Europa non sa rispondere.
Rosanna consiglia il libro ”Il cerchio” sulla guerra silenziosa del controllo da parte dei network.
Silvana R. ricorda che la violenza in situazioni diverse dalla nostra democrazie c’è sempre stata e cita l’Egitto e l’attuale situazione dopo Mubarak che pare peggiore e così per i morti quotidiani con Assad o in Iran, Tunisia, Afghanistan.
Donatella parla di come l’America ha sempre sottovalutato il pericolo di interventi forti.
Daniela riferisce che in Siria in 4 anni di guerra civile ci sono stati 300.000 morti e milioni di rifugiati. Dà una serie di risposte sui luoghi comuni rispetto agli immigrati che verranno pubblicate sul sito.

Pier E. riferisce di una manifestazione ad Imperia per gli immigrati fermati a Ventimiglla promossa da volontari, Libera, Chiesa valdese, per protesta contro la questura italiana che ha dato il foglio di via ai giovani che davano solidarietà.
Piera R. ha una testimonianza diretta a Latte, vicino al confine, della esasperazione della popolazione per il mercato deserto e la paura della gente per la presenza di tante persone a volte esasperate. Oggi i rifugiati sugli scogli sono stati sgomberati con mediazione del sindaco
Laura è stata due ore a Ventimiglia ed ha avuto una sensazione di tranquillità.
Marisa C. ricorda che si è accettata senza reagire la presa di posizione dell’Ungheria con il muro. L’Europa deve prendere atto di un travolgimento epocale inarrestabile.

VERBALE DEL 23 SETTEMBRE 2015
Tema: L’immigrazione

Apre la discussione Marisa Dodero. Il tema sull’Europa, di cui parleremo tra qualche mese, tratterà necessariamente anche dell’immigrazione, problema cruciale e ineluttabile dei nostri tempi. Partendo da un discorso sull’identità, tema che verrà approfondito soprattutto da Annarita Merli, si arriverà a parlare di come viene oggi percepita la cittadinanza nazionale ed europea, nella prospettiva dei mutamenti che verranno in conseguenza dell’inserimento di grandi numeri di immigrati.

Annarita ricorda che già Claude Levi Strauss aveva parlato a suo tempo di prossime grandi migrazioni . Adesso dobbiamo confidare nelle ripartizioni dei migranti.
La Chiesa ha un grande ruolo, in senso positivo, in questo caso.
Dobbiamo anche considerare i dati: su una popolazione di 500.000.000 di abitanti quanti ne può accogliere l’Europa? Ad esempio, il piccolo Libano ha 4.000.000 di rifugiati.

Anna Grandi chiede spiegazioni e approfondimenti sulle ripartizioni.

Bice
La Costituzione afferma l’obbligo dell’accettazione dei rifugiati secondo “i diritti umani”. D’altra parte è impensabile travasare la metà del mondo in Europa .

Rossana
A livello emotivo accogliamo tutti, ma poi li abbandoniamo e non offriamo loro nessuna opportunità, nemmeno la dignità di un lavoro.

Marisa Caboni
L’Europa non esiste. Troppi diversi interessi in gioco. Tutti operano solo in casi di emergenza senza una visione a largo raggio. Neanche l’Onu ha preso posizione.

Bruna
In Africa c’è una situazione tribale e la Cina sta prendendo possesso di vari territori.

Luisa
Bisogna rifarsi alla storia, al colonialismo e arrivare fino ai nostri e a provvedimenti come la Bossi-Fini.

Bice
L’Europa delle Banche non ci piace, è vero, ma proprio questi avvenimenti ci dimostrano che c’è bisogno di più Europa. Dobbiamo approfondire la legge sul lavoro che impedisce agli immigrati di lavorare.
Grande paura dell’Isis e dell’Islam.

Angela
Colpisce l’atteggiamento egoistico dei paesi dell’est, dall’Ungheria di Orban alla Lituania. Non ci si occupa dell’Africa per migliorare la vita di quel continente.

Daniela
Per combattere il razzismo dilagante dobbiamo avere dati esatti anche sulle disposizioni delle amministrazioni nei riguardi dei migranti (quanto viene loro corrisposto, se viene loro concessa l’assistenza sanitaria, se hanno facilitazioni per aprire attività ecc.).

Anna Garneri Ci ricorda il film Timbuctu.

Franca si domanda perché non possiamo fare lavorare questi immigrati, condannanoli al ruolo di nullafacenti.

Marina B. Parla delle diverse etnie e ricorda che il razzismo è trasversale.

Sonia analizza la paura del diverso che è insita in chi faticosamente ha raggiunto qualcosa e teme di perderlo.

Lidia ricorda anche la crisi che colpisce tutti e rende più diffidenti le persone nei confronti di chi arriva. Inoltre viene fatto presente che tanti partono senza avere l’esatta percezione di ciò che possono trovare. Sopravvalutano il nostro paese.
Occorre arginare la paura con la legalità

Annarita
Fondamentale il ruolo dell’informazione. Bisogna far sapere che ci sono state anche delle aziende che hanno rinunciato al fatturato per non dare filo spinato per costruire il muro nei paesi dell’est. Quanto all’Isis molto dipende anche dalle diverse religioni in campo (sunniti, sciiti ecc.).

Conclude Marisa D.
Occorre innanzitutto chiarire quali sono da noi le procedure per l’accoglienza e l’inserimento, correggere le storture e le manchevolezze. Servono leggi e dati chiari. Quindi, serve soprattutto un progetto che nasca da un’ampia discussione nazionale ed europea sul coordinamento dei sistemi. Infine, o forse alla base di tutto, occorre spiegare e divulgare le ragioni per le quali la presenza degli immigrati, se ben inseriti, sosterrà la nostra economia e il nostro futuro. L’interazione nel rispetto reciproco è l’unica strada possibile per un Europa che tra qualche decennio non sarà più la stessa.

VERBALE DEL 16 SETTEMBRE 2015
DISCUSSIONE DEL PROGRAMMA

Vista l’affluenza, il primo incontro è stata una vera dimostrazione della voglia che avevamo di rivederci.
Per l’occasione abbiamo avuto anche la possibilità d’incontrare due donne siriane, fuggite da Damasco a causa della guerra, e accoglierle amichevolmente tra di noi. La giovane, Yaman, la indirizzeremo sicuramente verso nuove conoscenze, ma Raian, la madre, spero possa essere nostra ospite anche in futuro e quando sarà riuscita a superare il distacco dal suo paese, potremo anche farla parlare di Damasco, di Palmira e della meravigliosa terra che è stata costretta a lasciare.
Come primo incontro, non siamo entrati nel merito dei vari problemi che ci opprimono quotidianamente, ma abbiamo discusso e varato il programma, che qui vi allego, riveduto e corretto.
Segnalo, a questo proposito, che Anna Borgna ha rimandato a primavera la gita a Montemagno.
Annarita ha proposto un incontro sull’apertura americana nei confronti di Cuba e ci ha anticipato il tema dell’identità, riguardo all’Europa, che porterà avanti con Marisa Dodero.
Bruna ha ricordato che Suad da tempo sta preparando una marcia antirazzismo e ci ha invitate a partecipare alle riunioni.
Adriana Ansaldi ci ha parlato dell’affollatissimo ‘incontro sull’accoglienza tenutosi alla Libreria Trebisonda.
Bice ha descritto la grande partecipazione di gente di ogni tipo che c’è stata alla marcia degli uomini e delle donne scalzi.
Luisa ha “confessato” di aver lavorato, diligentemente, al compito assegnato da Daniela “Ritorno al Futuro”, facendo una precisa analisi storica dal dopoguerra fino al 1994, ma non se la è sentita di affrontare gli ultimi anni.
Le è stato proposto per esaminare “il caos” degli ultimi anni di affiancarsi al sociologo Scacciati.
Mercoledì affronteremo il tema più urgente: quello dell’immigrazione a cui, con dolore, stiamo assistendo impotenti. Condurrà Natalina