2015- 28/10 Verbale (archivio verbali)

Verbale del 28 ottobre 2015 – Bosnia – l’Europa di mezzo. Giornata densa di emozioni alla casa del quartiere mercoledì 28 ottobre: si parla di Bosnia
Nella prima parte : viaggio tra guerra e pace. Tra Oriente e Occidente
Fabio Malagnino, giornalista parla dei viaggi che la regione Piemonte organizza nei luoghi dove sono avvenute le guerre e della sensibilità riscontrata negli studenti che ha accompagnato in questi viaggi.
Allego il link al bell’ articolo di Fabio sull’argomento
https://medium.com/viaggio-studio-in-bosnia-2015/latest

Marco Travaglini, scrittore e grande conoscitore della Bosnia, presenta il libro che ha dato il titolo all’incontro: Bosnia: l’Europa di mezzo.

Travaglini parla della tragedia della guerra e di una pace fatta di giustizia negata, di speranze strappate e di una quotidianità piena di umiliazioni, aggiungendo tanti spunti per riflettere sul presente, per comprendere che ogni crisi ha le sue specificità e, insieme, i suoi denominatori comuni.
Mentre lui parla scorrono immagini della devastazione del Paese che ha scattato Paolo Siccardi

Azra, giunta dalla Bosnia in occasione di quest’incontro, porta una commovente testimonianza del dolore delle madri che hanno visto i loro figli partire per la guerra e il ricordo per lei costituisce una denuncia di quello che è successo e che non va dimenticato , ma tenuto in vita per scongiurare che non succeda mai più

Nella seconda parte: La speranza che diventa realtà
Lo screening dei tumori femminili e il Polo oncologico di Zenica

Margherita Granero, racconta di essere stata una “femmista sui generis” e di essere andata per conto dell’associazione Almaterra a Breza, in un momento in cui c’era solo distruzione, per aiutare le donne a superare le lacerazioni, i lutti, le tragedie che la guerra aveva provocato. Aver proposto ed attuato la prevenzione dei tumori del collo dell’utero a tutte le donne di Breza in età rischio attraverso il pap test, è stata una sfida quasi un miracolo. Il prendersi cura del proprio corpo ha rappresentato per loro, uno dei passi più importanti per la ripresa di una vita normale.
Margherita definisce questa esperienza una “belle histoire” che ha aperto la strada per costruire, successivamente, un Polo Oncologico a Zenica per tutta la popolazione del Cantone

Luca Giliberti, cooperante per conto della Ong RE.TE che ha seguito tutto il percorso di costruzione dei servizi del polo, ricorda il clima particolare di vicinanza e di collaborazione che si era creato non solo con gli operatori ma anche con le istituzioni coinvolte. Il progetto per come è stato condotto e per i risultati che ha raggiunto, rappresenta uno degli esempi più riusciti di cooperazione. Per tale motivo annuncia che da questa esperienza nascerà un libro che, attraverso il racconto e le testimonianze, potrà piantare semi di speranza.
Chiede ai relatori presenti se anche loro hanno ricevuto qualcosa da questa esperienza.

Gli risponde Libero Ciuffreda, primario di oncologia presso il COES delle Molinette, dicendo che le persone che hanno partecipato ci credevano veramente e hanno messo a disposizione tutta la loro esperienza per un fine comune e il risultato è stato la nascita del Polo Oncologico.

Silvana Storto, docente presso la Facoltà di Scienze Infermieristiche, ci ha parlato delle condizioni di carenze strutturali, formative ed organizzative in cui si trovavano gli operatori al suo arrivo. Ma grazie alla loro disponibilità ed al loro desiderio di essere professionalmente pronti, il suo compito formativo è stato facile e lei stessa ne ha tratto un’esperienza intensa e positiva. E quindi, rispondendo a Luca, sì ha dato ed ha faticato, ma ha ricevuto molto, forse di più.

Il professor Ricardi, Direttore del Dipartimento Universitario di Radioterapia, ha ricordato la determinazione con cui ha voluto dotare il Polo Oncologico appena costruito con tanta fatica, delle strumentazioni radioterapiche nuove ed all’avanguardia, indispensabili per la cura delle patologie oncologiche.

L’architetto Cirnigliaro del dipartimento tecnico amministrativo della città della salute, ha parlato delle difficoltà burocratiche incontrate per poter rimettere in piedi la parte dell’ospedale destinato all’oncologia e dotarlo di tutte le strutture necessarie per un buon funzionamento, mostrandoci i vari step della ricostruzione e ricordando l’indispensabile finanziamento della Compagnia di San Paolo.

Silvana A., ringraziando i relatori, ha ricordato come un progetto così importante e significativo per le persone che vivono nel Cantone di Zenica, si sia potuto realizzare grazie al contributo ed alla disponibilità degli operatori della Rete Oncologica.

Infine Azra ha detto di essere grata agli italiani e che in Bosnia sono ancora riconoscenti per quel Polo che va avanti, che fa parte della Rete Oncologica e porta con orgoglio il nome della Regione Piemonte.