2016 Riflessioni su Saramago – Anna B. (archivio documenti))

Le teste, è sempre meglio tagliarle prima che comincino a pensare, dopo può essere troppo tardi “ Saramago

 

Il disagio dei cittadini di fronte alle scadenze elettorali degli ultimi anni, indette dai tradizionali partiti è sempre maggiore, peggiorato in Italia da leggi elettorali pessime, che limitano ancor più la possibilità di scelta, aumentando anche in questo campo la forbice che separa la politica dalla popolazione, con leggi e prassi antidemocratiche, tra cui l’esautoramento del parlamento, la corruzione, etc, di cui tralascio qui l’elenco risaputo…

Il nostro disagio di cittadine e cittadini consapevoli è aumentato dalla sensazione sempre più diffusa d’impotenza, infatti è sempre più difficile trovare il modo e il canale attraverso i quali far sentire oggi la nostra voce e contrastare la crisi democratica a tutti i livelli! Possiamo protestare, fare sciopero, firmare petizioni, ma la partecipazione dei cittadini dovrebbe radicarsi anche nei meccanismi istituzionali. Invece ci rimane quasi soltanto il momento delle elezioni. Che fare? Continuare a turarci il naso ? Oppure…

 

Ecco che lo scrittore, portoghese Josè Saramago (premio nobel per la letteratura), nel romanzo Saggio sulla lucidità, edito da Feltrinelli, stampato nel lontano 2004, ha immaginato, che i cittadini della capitale di uno stato, chiamati alle urne, dessero una risposta radicale e imprevista alle elezioni.

Cosa succede in uno stato se alle tradizionali elezioni i cittadini in massa votano scheda bianca, diritto previsto dalla costituzione? Quali contromisure verranno messe in atto, quali ingranaggi verranno sollecitati fino alla rottura? Il romanzo è un drammatico viaggio alla scoperta del cieco uso del potere, uno sguardo nuovo e profetico sul mondo in cui esercitiamo (o crediamo di ) ogni giorno la nostra libertà.

 

Dal libro:

Il fatto – Era passata la mezzanotte quando lo scrutinio terminò. I voti validi non arrivavano al 25 per cento, distribuiti tra il partito di destra, 13 /100, il partito di mezzo 9/100, e il partito di sinistra 2,50 /100. Pochissimi i voti nulli, pochissime le astensioni. Tutte le altre schede, più del settanta per cento del totale, erano bianche.

 

Prima reazione – I vertici politici increduli del risultato, indicono nuove elezioni, ma decidono di mettere in atto provvedimenti per trovare i “colpevoli”

 

– …Non c’era una fila, una sola tra le più di quaranta sparse per tutta la città in cui non si trovassero una o più spie con la missione di ascoltare e registrare i commenti degli astanti, convinte com’erano le autorità di polizia che un’attesa prolungata, proprio come accade negli ambulatori medici, porti prima o poi le lingue a sciogliersi, facendo venire alla luce le intenzioni segrete che animano lo spirito degli elettori…man mano piovevano alla centrale le informazioni di voto dell’elettore braccato…ma questa volta le schede bianche raggiunsero l’ottantatré per cento.

 

Escalation: i ministri del governo non si domandano mai qual’è la causa di questo accadimento, ma mettono in atto un’escalation di provvedimenti repressivi ( alcuni rivelatisi autogol) contro la capitale: spionaggio dei servizi, e reclusione di persone sospette, lo stato d’ assedio, l’uso dei media allineati per creare il nemico della patria, il falso attentato, fino all’eliminazione fisica di alcune persone …

 

– …La frontiera era uguale a tutte le altre uscite della città, un pesante sbarramento mobile, un paio di carri armati, ai due lati della strada, un gruppo di baracche e soldati armati in tenuta d’assalto e con le facce dipinte. Potenti proiettori illuminavano lo spiazzo, il presidente scese dall’automobile – Come vanno le cose da queste parti? Qualcuno ha cercato di uscire? Negativo rispose il colonnello… né a piedi… né con altri mezzi..

 

– Il sindaco stava portando la forchetta alla bocca quando un’esplosione fece tremare da cima a fondo l’edificio, mentre andavano in frantumi i vetri dentro e fuori, tavoli e sedie furono scagliati a terra….era evidente che erano stati colpiti dall’onda di espansione dello scoppio. Dev’essere stato alla stazione della metro, disse tra i singhiozzi una donna che tentava di alzarsi….

…- Ventitré morti già contati e una quarantina di feriti, chi ha messo la bomba, signor ministro? Che intende insinuare?Una domanda non è un’insinuazione, insinuazione sarebbe se le avessi detto quello che entrambi stiamo pensando in questo momento… che sto parlando con chi ha diretta responsabilità nell’attentato…da questo momento io cesso di essere sindaco di questa città assediata…

 

Fin qui la narrazione geniale e profetica di Saramago, una inequivocabile forma di protesta e di sfiducia nei confronti del governo e dei partiti politici che ne fanno parte.

 

Ma noi desideriamo proseguire il cammino in maniera propositiva e quindi la parola a …

 

Anna Maria Borgna