Verbale n.3 del 19.1.2026 Coordina Adriana Re presenti 35 Bice ci da una notizia confortante per il nostro libro dei 20 anni. La sua amica che ci ha parlato
della Casa Editrice di Trieste “Vita Attiva Nova” che pubblica solo lavori di donne, ha letto il nostro libro e lo ha trovata molto interessante. Speriamo che piaccia anche alla Casa Editrice.
Le due Associazioni, Casa delle Donne e Se non ora quando, che avevano chiesto di partecipare con noi alla giornata del 9 marzo prossimo per il Referendum, si sono organizzate per conto loro.
Hanno chiesto se possono usare il nostro logo e se qualcuna di noi può dare una mano. Abbiamo
risposto che per il logo va bene e se qualcuna di noi ha voglia di aiutare può farlo.
EZIDI
Abbiamo poi ospitato alla Biblioteca Ginsburg l’avv. Carla Gagliardini dell’ANPI di Alessandria e
membro dell’Associazione “Verso il Kurdistan”. E’ venuta a presentarci il suo libro sugli “EZIDI”.
Un popolo millenario ma formato ormai da meno di un milione di persone, che vive nel distretto di Shengal, regione situata nel governatorato di Ninive, nell’Iraq nord-occidentale, al confine con la Siria e non distante dalla Turchia. Il libro si occupa in modo specifico di quella parte, oggi ancora minoritaria all’interno della sua comunità ma che ambisce a diventare maggioranza, che ha fondato l’Amministrazione Autonoma di Shengal, forma di autogoverno basata sui principi del confederalismo democratico di cui il leader curdo del PKK, Abdullak Ocalan, è l’ispiratore.
Nel 2014 gli Ezidi hanno subito un feroce genocidio, con riduzione in schiavitù delle donne Ezide, da parte dello Stato Islamico, che li accusava di eresia, perchè il loro credo deriva da antiche sette gnostiche e dall’incrocio tra gli insegnamenti delle confraternite sufiste e il lascito spirituale del Patriarcato di Costantinopoli e della Chiesa d’Oriente.
Questo genocidio ha portato come coseguenza una forte diaspora, verso l’Europa, la Germania principalmente ma anche verso l’America.
Ma le cause del genocidio non sono solo di natura religiosa. Gli Ezidi abitano un territorio che ha
una posizione geografica strategica importante e che fa gola a molti. Shengal è una terra fertile
che da buoni raccolti e si presta alla pastorizia, ma soprattutto è una zona di confine che si adagia
su una frontiera calda su cui tutti vogliono mettere le mani.
Alle difficoltà di vivere su un territorio strategico, si aggiunge l’ostilità che gran parte dei vicini mussulmani arabi e dei curdi della Regione del Kurdistan iracheno, nutrono per il culto ezida.
Basterà l’ostinata resistenza di questa parte di comunita ezida, che propone un progetto
politico rivoluzionario per il Medio Oriente, a salvare l’intera società ezida di Shengal dal rischio
di subire un’altro genocidio ?
