2016 Democrazia rappresentativa. Quali soluzioni (archivio, documenti)

È COLPA DELLA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA ELETTIVA: UNA NUOVA DIAGNOSI

Di fronte alla crisi della democrazia in quasi tutti i paesi sono state introdotte alcune regole per rafforzarla, ad esempio:

  • chi ha un incarico pubblico non può esercitare attività nel settore privato;
  • i redditi dei politici devono essere pubblici;
  • il finanziamento ai partiti deve essere trasparente e i partiti devono aprire al pubblico i loro archivi;
  • Le elezioni devono concentrarsi in un solo giorno per avere poi dei periodi di calma.

Nel tempo i termini democrazia ed elezioni sono diventati sinonimi.

D’altra parte nel 1948, nella Dichiarazione universale dei diritti umani, si sancisce che la volontà del popolo deve essere espressa con elezioni serie e periodiche.

Da qui nasce una sorta di “fondamentalismo” delle elezioni, che diventano la condizione fondante della democrazia, non un metodo ma uno scopo in sé. (Le elezioni diventano anche un prodotto di esportazione, un kit Ikea, ma le elezioni in stati fragili e con altre tradizioni, possono essere causa di violenza, tensioni, corruzione.)

Negli ultimi due secoli le elezioni hanno senz’altro funzionato bene ma sono sorte in un contesto diverso

Infatti quando sono state proposte alla fine della rivoluzione americana e francese non c’erano i partiti, il suffragio universale o mezzi di comunicazione commerciali e i social network

In particolare cinque trasformazioni hanno via via cambiato il contesto:

  1. la nascita dei partiti politici dopo il 1850, partiti formati da quadri;
  2. l’introduzione del suffragio universale, a cominciare nel 1917  in Belgio e Olanda, con le elezioni che diventano terreno di lotta tra interessi divergenti;
  3. lo sviluppo di una società civile;
  4. il dominio dei mezzi di comunicazione commerciali;
  5. lo sviluppo del social network.

Dopo il secondo dopoguerra i partiti hanno dominato per alcuni decenni la scena politica, ma il pensiero neoliberista ha messo fine all’equilibrio:

  • non si fa più riferimento alla società civile ma dominano le leggi di mercato;
  • spariscono i giornali di partito;
  • le reti pubbliche pensano in termini di mercato;
  • i media commerciali diventano i produttori di consenso sociale;
  • il cittadino diventa il consumatore;
  • i partiti si annidano sulle sponde dell’apparato statale.

Così, anno dopo anno, la società civile ha perso il suo potere e il popolo è ridiventato la massa, nei social media i proprietari vogliono che si scriva e che si condivida e viene presentato lo svolgimento minuto per minuto degli eventi politici.

Il politico d’altronde vede subito la reazione alle sue proposte, mentre i giornali perdono i lettori e i partiti si svuotano.

La febbre elettorale diventa permanente e il sistema elettorale provoca la sconfitta del lungo termine e dell’interesse generale di fronte al breve termine

Così abbiamo ridotto la democrazia a una democrazia rappresentativa e questa a delle elezioni: inoltre la democrazia rappresentativa è un modello verticale ma il XXI sec diventa sempre più orizzontale.